Le marce prima della marcia. La conquista fascista dei municipi italiani nel 1922 (Parte I)
DOI:
https://doi.org/10.1400/303183Parole chiave:
fascismo, amministrazioni comunali, marce cittadine, marcia su RomaAbstract
Il potere di cui il fascismo perseguì originariamente la conquista non fu quello centrale del governo nazionale, ma quello periferico delle amministrazioni comunali. La stessa marcia su Roma fu preceduta da una lunga serie di marce su altre città italiane e costituì l’esito di un processo di accerchiamento della capitale, snodatosi con la fascistizzazione di centri urbani e capoluoghi provinciali e regionali. Il saggio ne ripercorre le tappe attraverso la sequenza dei colpi di mano cittadini che, dalla primavera del 1922, allargarono le basi territoriali dello «Stato fascista» ricorrendo all’azione di forza insurrezionale. La loro costante operativa divenne l’iniziativa dello squadrismo provinciale che provvide a espugnare militarmente gli enti locali non amministrati dal fascismo e, fra questi, soprattutto i comuni socialisti. Quella politica, invece, fu il consenso dei gruppi sociali che erano rimasti esclusi dal precedente sistema di potere e non tardarono ad abbracciare la reazione fascista che si mobilitava localmente per rimpiazzarlo. La presa del potere nei municipi permise al fascismo di ultimare, in definitiva, l’occupazione del paese reale prima della conquista del governo legale ottenuta con la marcia su Roma.