«Il ritmo parte da qui». Gabriele D’Annunzio e il mito della “marcia” tra estetica e politica
DOI:
https://doi.org/10.1400/304516Parole chiave:
D’Annunzio, Mussolini, mobilitazione, fascismo, ideologiaAbstract
Il presente lavoro analizza, nel contesto della crisi europea del primo dopoguerra, il significato storico e culturale della marcia su Ronchi guidata da Gabriele D’Annunzio. Il saggio ricostruisce il dibattito storiografico sulla relazione tra l’impresa fiumana e la marcia su Roma, evidenziando tanto le posizioni che sottolineano la continuità con il fascismo quanto quelle che, in-vece, ne rimarcano l’autonomia. L’impresa dannunziana viene considerata come un laboratorio politico-estetico in cui simboli, miti e rituali plasmano nuove forme di mobilitazione politica e sociale. La marcia stessa, in sé, assume un ruolo emblematico, capace di fondere dimensione artistica, militare e politica. Il contributo sottolinea come Fiume assurga a spazio di sperimentazione di pratiche plebiscitarie, comunitarie e paramilitari che, pur essendo prive di un coerente progetto politico, finiscono per permeare l’immaginario rappresentativo di quel fascismo, capace, successivamente, di rielaborare e strumentalizzare quest’eredità simbolica. L’impresa fiumana viene così ricostruita e interpretata non solo come antesignana del movimento creato da Benito Mussolini ma quale espressione della più ampia trasformazione della politica nel Novecento.